Si possono registrare rapidamente i documenti d’identità?

Le occasioni nelle quali si rende necessario effettuare un’estrazione di dati da un documento d’identità come una patente o un passaporto sono numerose, e sovente si verificano in situazioni in cui la rapidità sarebbe particolarmente apprezzata. L’applicazione delle giuste tecnologie rende possibile evitare il “collo di bottiglia” rappresentato dal lavoro manuale di trascrizione di tali dati.

Il problema della registrazione dei documenti d’identità

Quello della registrazione dei dati presenti su un documento d’identità è uno degli esempi più chiari e forti di come la nostra società, nonostante gli ammirevoli tentativi in tal senso, sia ancora ben lontana dall’essere quel sistema “paperless” che dagli uffici doveva, con la digitalizzazione, diffondersi a tutti gli ambiti della quotidianità.  Dobbiamo esibire un documento d’identità – che sia la patente, la carta d’identità vera e propria, o il passaporto – per firmare un contratto, per accedere a strutture controllate, per chiudere il noleggio di un’auto, o per prendere una stanza d’albergo: e tutte le volte che questo accade, l’operatore a cui consegniamo il documento deve aprirlo, leggerne il contenuto, e copiare manualmente i dati nelle caselle del modulo previsto dal suo sistema gestionale.

Un’attività noiosa, inefficiente, alienante, e soprattutto che rappresenta un enorme spreco di tempo – e per di più estremamente soggetta a errori di distrazione, o di lettura.

Le sfide tecnologiche nella lettura ottica dei documenti d’identità

Proprio per le ragioni appena esposte, la registrazione dei dati dai documenti d’identità è l’esempio perfetto di un’applicazione ideale e diretta delle tecnologie di lettura ottica. Analizzando a fondo le caratteristiche dell’operazione risulta però come questa presenti criticità e complessità non subito apparenti, e di sicuro non trascurabili.

È certo, infatti, che la tecnologia sulla quale lavorare sia quella di un sistema OCR, per interpretare i caratteri stampati sui documenti. Purtroppo, tuttavia, i documenti d’identità cartacei tendono ad avere degli sfondi filigranati, per renderne difficile la falsificazione, i quali rendono molto complessa un’identificazione immediata, rapida e corretta dei caratteri su di essi riportati. Lo sfondo grafico deve quindi essere eliminato dalla scansione, per isolare la parte scritta, senza danneggiare con tale manipolazione la qualità dei caratteri, che devono rimanere riconoscibili.

Questo problema è molto più serio rispetto a quello – seppur presente – della necessità di identificare diversi modelli documentali per insegnare al software dove cercare i dati su un passaporto, dove su una patente e dove su una carta d’identità, che può in ogni caso anch’esso generare complicazioni nelle situazioni in cui i documenti possibili sono numerosi e molto diversi (pensiamo ad un albergo con una clientela internazionale).

Per finire, ad un software di questo genere è richiesta necessariamente l’interfaccia diretta con il software gestionale, così da ottenere effettivamente quell’accelerazione nello svolgimento del lavoro che è lo scopo fondamentale dell’operazione.

L’aspetto della verifica dei dati acquisiti dal documento d’identità

Aspetto da non sottovalutare, infine, è quello relativo alla correttezza assoluta richiesta ai dati che vengono estratti dal documento d’identità e registrati nel software gestionale: si tratta infatti di dati con una valenza legale ben precisa, sulla cui esattezza sarebbe pericoloso sorvolare. È dunque fondamentale che un software di questo genere presenti una soglia molto rigorosa della confidenza di lettura, e dopo ogni lettura ottica restituisca un segnale di controllo in tutti i casi in cui non possa garantire la piena certezza di avere svolto correttamente l’operazione di cattura dei dati stessi. Questo permetterà all’operatore di dedicarsi alla verifica dei soli casi dubbi, procedendo così a validarli oppure, in caso di errore, a correggerli manualmente.

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